Cosa ci dicono le domande di esame del Master of Wine sul nostro settore?

(dai social)

Ambiente, marketing, posizionamento commerciale, caldo estremo e siccità, additivi, solfiti, fermentazioni spontanee… Le domande dell’ultimo esame del Master of Wine come indicazione della direzione del settore in un contesto internazionale. È questo l’approccio dell’ultimo pezzo del critico e MW inglese Tim Atkin. “Il contenuto dell’esame Master of Wine 2023 – scrive – presenta ostacoli non semplici per i candidati, e delinea anche un quadro preciso dell’attuale industria del vino…Negli anni ’50, quando è nato l’Istituto, il mondo del vino non era cosi complicato”.

Non c’è alcun riferimento esplicito a termini come terroir o senso di un luogo, fa notare Atkin. IMW utilizza vocaboli come high-quality wine, prestige bubbly, e richiede per esempio ai candidati i diversi metodi per raggiungere la stabilità di un entry-level New Zealand Sauvignon Blanc, un domaine-bottled Meursault, o di un Riesling Alsace Sélection de Grains Nobles.

Della maggior parte dei vini in degustazione viene richiesto di confrontare lo stile, la qualità e il potenziale o posizionamento commerciale.

“Sebbene termini caldi quali cambiamento climatico o viticoltura convenzionale non siano nominati esplicitamente – scrive Atkin – sono temi presenti. L’esame fa riferimento al caldo estremo e alla siccità come dati di fatto e chiede possibili soluzioni per la carenza di azoto nel suolo”.

Una domanda interessante affronta il senso della parola mineralità, altre si soffermano sul potenziale di invecchiamento di alcuni vini.

Tra i vini in degustazione, ovviamente tanta Francia, ma anche Italia, Germania, Sud Africa, Cile, il sempre caro Hunter Valley Semillon e, dagli Usa, le famose Napa e Sonoma. Spumanti rappresentati da Prosecco, Franciacorta, NV Champagne, Cava Reserva, Crémant d’Alsace, Brut inglese e un Rheingau. Rosé, Tokaji e Porto presenti, Sherry il grande assente.

L’esame alterna l’oggettività di alcune domande, soprattutto quelle riguardo la degustazione, a richieste di valutazioni soggettive ai candidati, come per esempio i vantaggi e i rischi della scelta di fermentazioni spontanee od opinioni riguardo a tecniche di vinificazione.

Molte le domande tecniche, sui tannini o sul livello alcolico per esempio, ma anche riguardo stabilità o scelte stilistiche.

Nella sezione The business of Wine viene chiesto quale sia il settore dell’industria vinicola con miglior ROI (ritorno sull’investimento). Si parla di budget, di piano branding di tre anni, fidelizzazione in un mercato competitivo, reti distributive.

In chiusura dell’esame, anche una domanda a noi molto cara: ‘In your opinion, what should be on a wine label, and why?’

 

QUI L’ELENCO COMPLETO DI DOMANDE :

ESAME COMPLETO MASTER OF WINE 2023 

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